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| Isola di Mozia |
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Una piccola isola in mezzo ad una laguna, così piccola da non far supporre di aver avuto parte nella storia della grande isola, la Sicilia. Eppure su San Pantaleo, suo nome odierno, i Fenici diedero vita ad una prosperosa colonia. La posizione strategica, circondata dalle acque basse della laguna dello Stagnone, e naturalmente protetta dalla vicina Isola Longa, la resero un obiettivo ambito sia dai Cartaginesi che dai siracusani. Ed è proprio a causa di questi ultimi che Motya venne completamente distrutta e presto dimenticata, per essere poi riscoperta alla fine del secolo scorso. UN ANGOLO FENICIO
Mozia è un'antica colonia fenicia
fondata nell'VIII sec. a.C. su una delle quattro isole della laguna dello
Stagnone, l'isola di San Pantaleo (nome datole in periodo alto medievale da
monaci basiliani trasferitisi sull'isola). Il nome di Motya, probabilmente dato
dagli stessi Fenici, significherebbe filanda e sarebbe collegato alla presenza
di stabilimenti per la lavorazione della lana, qui impiantati.
Accesso e visita - Lasciare
la macchina all'imbarcadero. Il collegamento con la Scavi - Un sentiero permette di effettuare il periplo dell'isola e di scoprire i resti della città fenicia (1 h e 30 mm circa. Si consiglia di percorrerlo in senso antiorario).
Fortificazioni - L'isola era
naturalmente protetta dall'attuale Isola Longa, un tempo penisola, dalla
terraferma e dalle acque poco profonde della laguna che rendevano molto
difficile un attacco. Per aumentare le difese naturali, nel VI sec. a.C. Mozia
venne anche cinta da mura lungo le quali si innalzavano torri di guardia. Le
mura vennero modificate e rafforzate anche in epoche successive. Porta Nord - Delle due porte che consentivano l'accesso alla città, questa era la principale ed è la meglio conservata. Si vedono i resti delle due torri che la fiancheggiavano. Alle spalle della porta si può ancora vedere parte del lastricato della strada principale della cittadina, con ancora i segni delle ruote lasciate dai carri.
Verso il mare invece si delinea la
strada lastricata che congiunge Mozia alla terraferma (in località Birgi) e che
si trova appena sotto il pelo dell'acqua. Lunga circa 7 km era larga tanto da
consentire il passaggio contemporaneo di due carri, il tracciato e ancor oggi
evidenziato da "cippi" che emergono dall'acqua. I più arditi possono
percorrere la strada a piedi (meglio se muniti di sandali di gomma). Cappiddazzu - E' la zona che si erge alle spalle della porta Nord. Tra le costruzioni si riconosce un edificio a tre navate che aveva probabilmente una funzione religiosa. Ritornare verso la riva. Necropoli - Una serie di pietre tombali e di urne caratterizzano la necropoli arcaica ad incinerazione. Esisteva inoltre una seconda necropoli sulla terraferma, in località Birgi, proprio in corrispondenza della "strada sommersa".
Tophet - Designa l'area
sacra, un santuario a cielo aperto ove venivano deposti i
Proseguendo si scorge in mezzo al
mare l'isoletta di Schola, la più piccola tra le Cothon - E' un piccolo bacino artificiale di forma rettangolare collegato al mare aperto da un canale. Non è ancora stato scoperto a cosa servisse realmente. Alcuni suppongono che potesse fungere da porto per imbarcazioni piccole e leggere che facevano probabilmente la spola tra l'isola e le navi ancorate allargo, per il carico e scarico merci. Porta Sud - Si trova subito dopo il porto ed ha due torri ai lati, come la porta Nord. Casermetta - Si tratta di una costruzione militare di cui si vedono ancora gli elementi verticali. Casa dei Mosaici - E' chiamata così per la presenza di due bei mosaici in Ciottoli bianchi e neri, raffiguranti un grifo alato che insegue una cerva ed un leone che assale un toro. Museo - Vi sono esposti oggetti rinvenuti sull'isola stessa, a Lilibeo (Marsala) e nella necropoli di Birgi, sul litorale di fronte a Mozia. Nel cortile, davanti all'edificio, si trova una serie di stele provenienti dal Tophet. Le ceramiche fenicie puniche sono di forma semplice e poco decorata, ma i vasi corinzi, attici e talioti importati, si ornano di figure nere o rosse. La collezione di sculture comprendi statuette di divinità madri, come la statuetta della Grande Madre, testine di terra Cotta d'influenza greca ed il superbo Efebo dl Mozia, figura nobile dal portamento fiero e dalla lunga veste a piegoline di sicuro influsso greco. Casa delle Anfore - E' situata alle spalle del museo, dietro le case. Deve il nome a fatto che vi hanno rinvenuto un considerevole numero di anfore. |
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Trinacria Set Service s.r.l. |