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| Modica |
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Modica (Muòrica in siciliano) è un comune di 54.432 abitanti della provincia di Ragusa.
Mòdica, il cui nome originerebbe dal fenicio Mùtika (albergo), o dal siculo Mùrika (roccia nuda, non coltivabile), è situata 13 km a sud del capoluogo di provincia, ed il suo territorio urbano si sviluppa su un esteso altopiano solcato da profondi canyon (detti localmente "cave"). La città sorge sulla confluenza di due fiumi a carattere torrentizio che dividono l'altopiano in quattro colline: Pizzo a nord, Idria ad ovest, Giacanta ad est e Monserrato a sud. I due fiumi, Pozzo dei Pruni e Janni Mauro (asciutti e coperti nel tratto urbano), si uniscono a formare il Modicano, il cui alveo è stato coperto nei primi del Novecento divenendo l'odierno Corso Umberto I, asse principale della città. Il nucleo urbanistico più antico è situato sulla collina che separa i due torrenti e sui versanti da essi creati. Il clima a Modica è mite anche d'inverno, le temperature medie non scendono sotto i 10 gradi, la neve rappresenta un evento rarissimo. L’estate è calda ma asciutta e ventilata, soprattutto nelle parti più alte della città (oltre i 440 m).
Elementi
Caratteristici Mòdica, come altri centri storici del Val di Noto, deve la sua particolare configurazione urbana alla non comune conformazione del territorio combinata ai vari fenomeni di antropizzazione. Le antiche abitazioni della parte alta della città, addossate le une sulle altre, sono spesso l'estensione delle antiche grotte, abitate fin dall'epoca preistorica. Di notevole rilevanza storica è l'ottimo stato di conservazione, in pieno centro storico, della necropoli del Quartiriccio, al quartiere Vignazza, con alcune decine di tombe a forno scavate nella roccia, risalenti al 2200 avanti Cristo. Il tessuto urbano, adagiato sui fianchi delle due vallate e sulla collina del Pizzo, è un intrigo di casette, viuzze e lunghe scale. Le stesse chiese solitamente non si affacciano su piazze ma su imponenti e scenografiche scalinate. Lo stile prevalente dei monumenti è quello comunemente identificato come tardo-barocco. L'aspetto molto caratteristico del centro storico è purtroppo stato turbato da alcuni scempi edilizi succedutisi dagli anni Sessanta agli anni Ottanta ad opera di alcuni imprenditori edilizi poco coscienziosi, con il permesso di una classe politica non sempre all'altezza del proprio ruolo.
Storia Scienziati, filosofi, medici, poeti modicani Nel '600 e nel '900 nacquero i due più importanti filosofi cittadini: Tommaso Campailla, scienziato e filosofo vissuto fra la fine del 1600 e la prima metà del '700, per il cui ingegno venne in Sicilia, fino a Modica, nel 1718, il grande filosofo inglese George Berkeley; nel 1906 nacque a Modica il filosofo Carmelo Ottaviano, Ordinario di Storia della Filosofia all'Università di Napoli, morto nel 1980. I modicani si sono distinti nel campo della medicina, del diritto, della letteratura, della storiografia e dell'arte. Grande fama ebbe nel '700 il medico Gaspare Cannata, che ebbe la cattedra di medicina pratica dell'Università di Palermo. Gli succedette in tale cattedra il figlio d'arte Baldassarre Cannata. Nel 1860 ebbe i suoi natali a Modica il Fisico Giovan Pietro Grimaldi, erede di un ramo secondario dei Principi di Monaco, il quale nei primi del '900, dopo essere stato Ordinario di Fisica all'Università di Catania, ne divenne anche Magnifico Rettore. Infine, Modica ha dato i natali al Poeta e Premio Nobel per la Letteratura nel 1959, Salvatore Quasimodo. Luoghi d'interesse
Se la città di Noto è universalmente riconosciuta come capitale del Barocco della Sicilia sud-orientale, il Duomo di San Giorgio in Modica viene spesso indicato e segnalato come monumento simbolo dello stile architettonico tardo-barocco di questo estremo lembo d'Italia. Lo storico dell'arte Maurizio Fagiolo dell'Arco ha dichiarato che tale Chiesa forse andrebbe inserita tra le sette meraviglie del mondo barocco. La chiesa di San Giorgio, inserita nella Lista Mondiale dei Beni dell'Umanità dell'UNESCO, è il risultato finale della ricostruzione sei/settecentesca, avvenuta in seguito ai disastrosi terremoti che colpirono Modica nel 1693 (il più grave) e nel corso del Settecento. La presenza di una chiesa in tale sito si segnala in documenti dell'Archivio parrocchiale, comprendenti anche documenti della cancelleria papale, a partire dal 1150, ma verosimilmente la sua prima edificazione sarebbe stata voluta, al pari del San Giorgio in Paternò, direttamente dal Conte Ruggero d'Altavilla, a partire dalla definitiva cacciata degli Arabi dalla Sicilia, intorno al 1090 circa. L’imponente facciata a torre fu costruita a partire dal 1702 e completata, nel coronamento finale, solo nel 1834. Una scenografica scalinata di 164 gradini, aggiunta dal gesuita Francesco Di Marco nel 1818, conduce ai cinque portali del tempio. La parte della scalinata sotto strada fu progettata nel 1874 dall'architetto Alessandro Cappellani Judica. Misterioso rimane il nome dell'autore del progetto originario settecentesco della facciata, anche se indicazioni ricavate da attenti studi inducono a pensare, anche in considerazione della lunga durata dei lavori, ad una rielaborazione continua ad opera dei più validi architetti del Settecento isolano (fra i quali Rosario Gagliardi e Paolo Labisi verso la metà del '700), sicuramente non superficiali conoscitori dello stile Barocco italiano ed anche europeo. All'interno della chiesa, dedicata ai martiri San Giorgio e Ippolito, si possono ammirare un grandioso organo con 4 tastiere, 130 registri e 5000 canne, perfettamente funzionante, della fine dell' '800; un dipinto di scuola toscana, L'Assunta del tardo-manierista Filippo Paladini (1610); una deliziosa pittura naif su legno, La Natività di Carlo Cane, del '500; una stupenda statua marmorea, la Madonna della Neve della bottega di Mancini e Berrettaro, del 1511; il grandioso polittico dell' altare maggiore, composto da ben 10 tavole, dipinte forse dal messinese Girolamo Alibrandi nel 1513, e raffiguranti le scene della Sacra Famiglia e della vita di Gesù, dalla nascita fino alla Resurrezione e all'Ascensione, oltre a 2 riquadri con le classiche iconografie dei due santi cavalieri, San Giorgio che sconfigge il Drago, e San Martino che divide il proprio mantello con Gesù, che gli si presenta sotto le vesti di un povero accattone. La datazione e l'autore del polittico, contestati per la difficile lettura della terza cifra sulla gamba del cavallo di San Martino, sembrano avvalorati dal fatto che Girolamo Alibrandi, oltre ad essere contemporaneo e concittadino, era anche cognato di Giovanni Resalibra da Messina, l' abile intarsiatore ed indoratore delle cornici e dell' intera tribuna che contiene le 10 pale che compongono il polittico.
Castello
dei Conti di Modica In cima ad una rupe, costruito sul pianoro conclusivo di un promontorio roccioso a becco d' aquila, ha rappresentato per tanti secoli la sede del potere politico e amministrativo di quella che fu la Contea di Modica. Era infatti presidio fortificato militare e carcerario, residenza dei Conti prima, del Governatore della contea in nome del Conte, dopo. Ivi si amministrava anche la Giustizia, essendo sede della Gran Corte, divenuta dal 1816 Tribunale civile e penale di I grado e Corte d'Assise, mentre la città divenne Capoluogo di Circondario della Intendenza di Siracusa, e la sede di tutti gli uffici rimase nel Castello fino al 1865. Con l' Unità d'Italia, furono cacciati dai loro conventi e monasteri gli Ordini religiosi, ed il Castello dei Conti fu definitavamente abbandonato, andandosi a trasferire il Carcere, il Tribunale e gli Uffici Circondariali pressi i vari conventi resisi disponibili. Dal punto di vista monumentale, il Castello, o ciò che di esso rimane, nato come fortificazione rupestre, modificato in varie epoche tra l'VIII e il XIX secolo, si erge su un promontorio roccioso difficilmente attaccabile, con due lati su tre costituiti da pareti a strapiombo. All'esterno rimane una torre poligonale (XIV sec). Nel cortile interno sono visitabili le carceri medievali, stanze squadrate ricavate dalla roccia, poi la recente chiesa della Madonna del Medagliere (1930, sorta sui ruderi della chiesa di S. Leonardo, a conforto dei carcerati fino al 1865), infine ciò che resta della chiesetta di S. Cataldo, più tre nicchie campanarie oggi murate all'esterno. Crollate a causa del terremoto del 1693, o demolite perché di intralcio allo sviluppo urbanistico moderno della zona, quasi nulla più resta delle 5 torri, delle 4 porte e della cinta muraria dell'antico maniero. Recentemente è venuto alla luce, e reso fruibile, un suggestivo cunicolo sotterraneo scavato nella roccia, che trapassa lo sperone roccioso su cui sorge il Castello: era un passaggio di ronda militare. Torretta dell'Orologio: su una vecchia guardiola militare, ricadente nell'area del vecchio castello dei Conti, è stato apposto nel 1725 un orologio meccanico ancora perfettamente funzionante, i cui complessi meccanismi vengono controllati e riavviati ogni 24 ore circa.
Un documento del vescovo di Siracusa ne attesta l'esistenza in situ nel 1396, per cui la data della sua prima edificazione è da collocarsi nei decenni intorno al 1350. Per Decreto Regio di Carlo III di Borbone (1797) ed in seguito a secolare disputa è stata dichiarata Chiesa Madre al pari di S. Giorgio, la chiesa "ufficiale" dei Conti. Fa parte anch'essa della lista dei Monumenti Bene dell'Umanità dell'UNESCO. Danneggiata dal passare dei secoli e dalle frequenti scosse telluriche in quest'area ad alto rischio sismico, fu a più riprese ricostruita, ma alcuni elementi interni furono risparmiati dai crolli; si conserva ancora una cappella laterale dedicata all'Immacolata, che riporta la data del 1620 incisa sul cupolino, e che ha resistito anche al successivo terremoto del 1693. I lavori di ricostruzione furono diretti da due sapienti capimastri locali, Rosario Boscarino di Modica e Mario Spada di Ragusa. Una bella scalinata con le statue dei dodici Apostoli conduce alla sobria facciata. All'interno si conservano due statue marmoree, una "Madonna di Trapani" attribuibile ad un allievo di Francesco Laurana, databile intorno al 1470, ed una bellissima "Signora del Soccorso" (1507), proveniente dalla antica chiesa di S. Maria del Soccorso (distrutta nel 1927 per costruire l'Istituto Magistrale), ed attribuita a Giorgio da Milano, che lavorava a Palermo nella bottega di Domenico Gagini. Il lampadario centrale, che incombe sull'altare maggiore, è un notevole lavoro di vetreria proveniente da Murano. L'organo monumentale, opera dei fratelli Polizzi ed inaugurato nel 1924, contiene 3200 canne, 32 registri e due tastiere. Chiesa del Carmine La Chiesa del Carmine è una dei pochi monumenti che resistette alla violenza del sisma del 1693. E infatti il prospetto è arricchito da un bellissimo portale del '400, Monumento Nazionale, sovrastato da un rosone francescano, il tutto in stile gotico chiaramontano. All'interno si conserva una cappella tardo-gotica con tracce di affreschi murali, ed il prezioso gruppo statuario dell'Annunciazione, opera di Antonello Gagini (1528) Chiesa di S. Maria di Betlem La Chiesa di S. Maria di Betlem è una delle tre antiche collegiate, con la Cappella Cabrera ('500, Monumento Nazionale), in stile tardo gotico, sopravvissuta al terremoto del 1693 e incastonata nella nuova architettura settecentesca; suggestivo è il presepe monumentale permanente (1882), con statuette in ceramica di Fra' Benedetto Papale da Caltagirone; all'esterno, in una parete a sinistra della chiesa, è incassata la lunetta di S. Maria di Berlon, bassorilievo con Natività ('500), appartenente al prospetto di una chiesetta che insisteva in precedenza sul luogo in cui sorge l'attuale S. Maria; alla base della scultura si intravede una iscrizione in lettere gotiche. Chiesa rupestre di San Nicolò Inferiore Presenta dei magnifici affreschi sulla nuda roccia, di stile bizantineggiante, databili fra l'XI e il XIV sec.: si tratta di una grotta artificiale, in pieno centro cittadino, nella quale si osservano diversi cicli di affreschi; una chiesa rupestre definita dagli studiosi un "unicum" nel panorama della Sicilia medievale. Sul lato destro dell'abside si trova un catino battesimale, scavato nella roccia, per il battesimo con rito orientale. Ultimi in ordine di tempo, alcuni lavori di scavo hanno portato alla luce una serie di cripte e di tombe terragne. Casa natale del poeta Quasimodo Casa natale di Salvatore Quasimodo, in cui il 20 agosto 1901 nacque il poeta, Premio Nobel per la Letteratura nel 1959. Acquisita dal Comune, la casa è visitabile. Contiene, oltre al letto in ferro battuto dove venne alla luce il Poeta, gli altri mobili ed arredi di primo Novecento che fanno parte della stessa stanza natale; inoltre sono presenti i mobili dello studio di Milano e una vecchia macchina da scrivere Olivetti, che il figlio Alessandro ha donato alla casa-museo nel 1996. Da un vecchio nastro, ai visitatori viene fatta ascoltare la voce del Poeta registrata durante la cerimonia di conferimento del Nobel a Stoccolma.
Palazzo Polara: sul lato sinistro del duomo di San Giorgio è visibile Palazzo Polara (XVIII sec.), sul cui frontone spicca lo stemma della famiglia con la stella polare. Palazzo Polara, è una splendida costruzione in stile tardo barocco, introdotta da un'elegante scalinata. La facciata, in un tutt'uno altamente scenografico con la scalinata monumentale ed il prospetto di S. Giorgio, domina Modica Bassa e le sovrastanti colline. Chiesa di S. Giovanni Evangelista (facciata rifatta alla fine dell'Ottocento), ricca di stucchi Palazzo Napolino/Tommasi Rosso ('700) Ex convento dei Frati Carmelitani ('700) Ex Chiesa di S. Giovanni Battista dei Cavalieri di Malta, attuale Auditorium Pietro Floridia Chiesa di S. Paolo ('600-'700) Chiesa di S. Girolamo ('600): minuscola chiesa con una piccola piazza antistante, tra scalinate che scendono e salgono Palazzo Ascenzo Palazzo Manenti, ora Cannizzaro ('700) Chiesa di S. Domenico, detta del Rosario (1678) ed ex Convento dei Domenicani ('700), attuale Palazzo municipale, con l'interessante cripta ('600), visitabile Palazzo Salemi e portici (Ponti Pulera), già Palazzo Comunale Portale De Leva (del '300, di stile gotico-chiaramontano), attualmente non visitabile perché facente parte di un palazzo privato, è il più bel portale di Modica; forse era la porta d'ingresso di una chiesetta o di una cappella privata Chiesa del SS. Salvatore ('700), ricca di pregevoli stucchi Palazzo Papa, già Grimaldi Chiesa di S. Anna (1686) ed ex Convento dei Padri Francescani Riformati (1613), sede dell'Archivio di Stato Palazzo Grimaldi (alle spalle la caratteristica via Clemente Grimaldi), XVIII-XIX secolo, e portale della Chiesa di S. Cristoforo Ex Monastero delle Benedettine (XVI-XIX secolo), attuale Palazzo della Cultura e Museo Civico Archeologico Palazzo degli Studi (XVII-XIX secolo, ex Convento dei Padri Gesuiti), con annessa chiesa del Collegio (S. Maria del Soccorso, XVII secolo), il cui prospetto è di Rosario Gagliardi (XVII sec.) Palazzo Tommasi Rosso/Tedeschi ('700) Chiesetta di S. Lucia Chiesa dei SS. Nicolò ed Erasmo Chiesa di S. Teresa d'Avila ed ex Monastero delle Teresiane Palazzo Napolino/De Naro Papa, nella parte alta della città Chiesa di S. Maria del Gesù (1478) ed ex convento, Monumento Nazionale, dei Frati Minori Osservanti, 1478/1500, con uno splendido chiostro in stile tardo-gotico, attualmente non visitabile, in quanto sede del carcere. Visibile il prospetto della chiesa, da non mancare Teatro Garibaldi (1815-1857) Palazzo Rubino/Trombadore, con notevolissimo prospetto tardo-barocco Convento dei Frati Cappuccini (1572) e Chiesa di S. Francesco d'Assisi ('500-'600) Santuario della Madonna delle Grazie (1615/1624) Palazzo ex Convento dei PP. Mercedari, con annesso Museo delle Arti e Tradizioni Popolari Chiesa-eremo di S. Giacomo (XIV secolo, non visitabile) Cava Ispica Cava Ispica (il nome precede quello dell'omonima, vicina città, chiamata Spaccaforno fino al 1936) raccoglie, in tredici chilometri di lunghezza, numerose testimonianze di epoche diverse: dalle grotticelle sicule a forno dell'età del bronzo, alle catacombe cristiane del Basso Impero (IV-V secolo d.C.), dagli affreschi rupestri della "Grotta dei Santi", ai ruderi della chiesetta bizantina di S. Pancrati. Notevole la catacomba della Larderia, un cimitero ipogeico che in circa 500 m2 (secondo in Sicilia per estensione) racchiude ben 464 tombe. La cava, che in alcuni punti è profonda anche cento metri e larga più di 500, presenta una vegetazione rigogliosa, attrazione per varie specie di uccelli, tale da conferire al luogo notevole importanza anche dal lato naturalistico. Lungo la vallata sono presenti centinaia di grotte naturali o scavate nelle roccia dalla mano dell'uomo, alcune difficili da raggiungere, se non con corde, stretti camminamenti tra i massi o scale. Molte grotte sono contigue, magari su piani sovrapposti comunicanti tra di loro tramite botole artificiali praticate nelle pareti rocciose. Celebre e di grande interesse storico ed archeologico è il Castello Sicano a cinque piani, interamente incassato nella roccia, vera e propria fortezza scavata in una parete calcarea che scende a picco per trenta metri di altezza. Personalità legate a Modica Salvatore Quasimodo (1901 - 1968), premio Nobel per la Letteratura Tommaso Campailla (1668 - 1740), filosofo, poeta, scienziato Carmelo Ottaviano (1906 - 1980), filosofo, Ordinario di Storia della Filosofia all'Università di Napoli Giuseppe De Leva Gravina (1786 - 1861), patriota risorgimentale Raffaele Poidomani (1912 - 1979), romanziere e storico Aurelio Grimaldi (1957), regista e sceneggiatore Valeria Solarino (1979), attrice Anna Finocchiaro (1955), politico, senatore della Repubblica Agostino Grimaldi, (1639 - 1660), Cavaliere dell'Ordine Gerosolomitano di Malta Gaspare Cannata (1718-1771), medico, docente all'Università di Palermo Clemente Grimaldi, (1862 - 1915), Agronomo Giovan Pietro Grimaldi, (1860 - 1918), Fisico, Magnifico Rettore dell'Università di Catania Sergio Campailla, critico e saggista, ordinario di Letteratura nelle Università di Roma e di Napoli Emanuele Guerrieri (1900 - 1968), avvocato, membro della Costituente, parlamentare e uomo di governo Renato Civello, critico e poeta Chiara Civello, cantautrice jazz negli USA Giorgio Scarso, presidente della Federazione Italiana Scherma Angelo Ruta (1967), scenografo, illustratore, regista Pietro Floridia (1860-1932), musicista, compositore, direttore d'orchestra negli USA Enrico Maltese (1862-1920), pittore Piero Selvaggio ristoratore a Los Angeles, proprietario del "Valentino" Ottavia Failla stilista Carmelo Chiaramonte chef Andrea Tidona attore Carlo Cartier attore Marcello Perracchio attore Giovanni Blandino scultore Nino Baglieri (1951-2007), poeta e scrittore in odore di santità Economia L'economia della città trova la sua forza nell'agricoltura, l'artigianato e l'edilizia. Rilevante è la coltivazione del carrubo, dell'ulivo e del grano, da cui una buona presenza di oleifici e mulini, oltreché di mangimifici, questi ultimi legati sia all'attività agricola che agli allevamenti. L'estrazione e la lavorazione della pietra locale, il commercio ed il turismo, sono altre voci importanti. Negli ultimi 15 anni ha avuto una grande espansione il Polo Commerciale, nella zona nuova della città, che calamita gli acquisti del vasto territorio di Sud-Est siciliano, comprendente tutta la provincia iblea e la parte più a sud di quella di Siracusa. Nel campo dell'allevamento riveste particolare importanza il polo avicolo: il territorio di Modica produce circa un terzo del fabbisogno di uova della Sicilia e copre una importante quota del mercato di carni di pollo. Notevole anche l'allevamento bovino, che trae prestigio dall'antica razza bovina modicana, e che alimenta una ricca produzione lattiero-casearia con ricotta, formaggi freschi e caciocavallo. Per la bontà e la notorietà dei suoi prodotti tipici, oltre ad essere rinomata per la sua caratteristica cioccolata artigianale, con una produzione annua di 20 tonnellate ed esportata in tutto il mondo, Modica fa anche parte delle Associazioni Nazionali delle Città del Pane, dell'Olio e del Gelato. Il cioccolato modicano Tipica produzione della città è la famosa cioccolata, prodotta seguendo un’antica ricetta azteca, presente in loco certamente almeno dal primo decennio del '600, quando la Sicilia dipendeva amministrativamente dal Regno di Spagna. La lavorazione è rigorosamente artigianale ed a bassa temperatura, cosa che impedisce la perdita o l'alterazione organolettica delle componenti del cacao. Inoltre la pasta di cacao non arriva a fondersi con lo zucchero (lavorazione a crudo), dando sostanza ad una cioccolata fondente, leggermente granulosa, senza grassi vegetali aggiunti, non soggetta a liquefarsi fra le mani alle temperature estive, ed in cui è possibile al gusto distinguere nettamente i tre elementi che la compongono: cacao, zucchero e spezie (nella ricetta tradizionale, la cannella o la vaniglia). Il cioccolato modicano si avvia ad essere riconosciuto dal Ministero delle Politiche Agricole e dalla competente Commissione Europea come prodotto IGP (Indicazione Geografica Protetta) Turismo Il turismo è in forte crescita anche grazie all'inserimento di alcuni importanti monumenti in stile tardo barocco nella Lista dei Beni dell'Umanità da parte dell' UNESCO. L'architettura opulenta dei palazzi e delle chiese. Le decorazioni allegoriche dei balconi e delle facciate. L'urbanistica folle. La città è un'oasi colta e felice che seduce a prima vista, grazie anche allo stile di vita rilassato (tratto dalla rivista "Dove"). La frazione balneare di Marina di Modica è indicata con una vela nella Guida Blu di Legambiente, mentre la vicina spiaggia di Maganuco ha ottenuto le due vele nell' edizione 2008 della Guida. Notevolissimo il contributo per il turismo cosiddetto "culturale" è venuto, oltre che dall' UNESCO e dal caratteristico Cioccolato modicano esportato in tutto il mondo, anche dal fatto che la città è divenuta uno degli scenari preferiti della nota serie televisiva de Il Commissario Montalbano, tratta dai romanzi di Andrea Camilleri, e con attore protagonista Luca Zingaretti. Il trend di crescita del turismo ha avuto una notevole spinta dal successo della manifestazione Eurochocolateenogastronomico. Il successo dei percorsi enogastronomici ed il riconoscimento dell’Unesco hanno, inoltre, generato un boom della domanda immobiliare da parte di toscani, campani, romani e milanesi, ma anche di gruppi stranieri, inglesi e francesi,( ma anche scandinavi e russi ), che hanno deciso di fare delle coste del modicano, e della zona iblea in generale, le loro coste, e dei bagli delle nostre campagne, le loro masserie o i loro Bed & Breakfast.
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